SOMMARIO

La "Sarneide"

Un tempo tra il promontorio del Circeo e la Punta della Campanella , si estendeva un immenso golfo nel quale dalle più oscure viscere della terra emersero oltre 27 crateri .
In questo luogo le acque ribollivano continuamente , l'aria impregnata di zolfo stagnava, un rumore sordo, maligno, continuo, sibilava incessantemente. Le cime del Saro, dell'Albino, del Lattaro e dell'Aureo, elevatissime, si specchiavano nel golfo infernale.
Al largo, l'isola Eea cingeva il golfo. Tale isola era abitata da una maga bellissima e crudele di nome Circe . Ella, grazie al suo fascino, attirava tutti i marinai che di lì passavano e li trasformava in animali. Nessuno poteva sfuggirle; sull'isola aleggiava la morte che agli incauti marinai si presentava col volto della bellezza e dell'amore. L'isola, insieme al promontorio di Minerva - l'attuale Punta Campanella - cingeva il golfo.
Il materiale eruttato dai vulcani, la caduta dei massi e lo sgretolamento delle cime e delle pareti delle montagne colmarono il sinistro golfo, dettero origine ad una bellissima pianura denominata "Sarneide" solcata dal Sarno.
In breve, tale pianura si ricoprì di una fitta vegetazione.
Nel bosco eatico risuonava il crepitìo dei rami spezzati al passaggio delle ninfe che, vezzose, continuamente si specchiavano nei ruscelli e nelle pozze d'acqua.
Il golfo infernale , illuminato dai colori vividi dei fiori che la terra ferace offriva e addolcito dal canto degli uccelli, si era ormai trasformato nella Sarneide, la nostra valle incantata.

 

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