Il Pomodoro S. Marzano

E' noto che il primo pomodoro ad essere utilizzato per la produzione dei "pelati"è stato appunto il pomodoro denominato "S.Marzano", anticamente indicato anche come "Lunga" per la forma del frutto.

Documentazioni storiche attestano che proprio in una contrada ricadente nel territorio dell'Agro Sarnese-Nocerino, si originò, per ibridazione fra tipi di pomodoro locali o per mutazione, il famoso pomodoro a bacca allungata che prese il nome dal comune di S.Marzano sul Sarno in provincia di Salerno. Il San Marzano è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche, esaltate dalla trasformazione in "pelato": sapore tipicamente agrodolce, forma allungata della bacca con depressioni longitudinali parallele, colore rosso vivo, scarsa presenza di semi e fibre placentari, buccia facilmente staccabile e altre proprietà chimico-fisiche che lo rendono inconfondibile sia allo stato fresco che trasformato.

pomodoro S. MarzanoIl pomodoro San Marzano è sopravvissuto sino all'inizio degli anni Ottanta, sostituito in seguito da varietà più idonee alle esigenze dell'agricoltura intensiva moderna e a quelle dell'industria di trasformazione. I problemi principali erano: caratteristiche di crescita indeterminate, che portavano alla maturazione dei frutti e quindi alla raccolta, in tempi diversi; frutti sodi, ma soggetti a spappolamento se raccolti con mezzi meccanici e conservati uno sull'altro; sensibilità a diverse malattie. Quest'ultima, in particolare, fu la causa della decimazione delle coltivazioni in Campania e dello spostamento delle aree di produzione alla Puglia, soprattutto nella provincia di Foggia, dove l'introduzione dell'irrigazione a goccia ha consentito l'introduzione della coltivazione intensiva.

Le principali società di sementi hanno poi ottenuto negli anni nuove tipologie di pomodori contenente la mutazione sp (sellf pruning), che consente di ottenere piante a crescita determinata, cespugliose e basse, in cui i frutti maturano contemporaneamente, rendendo possibile la raccolta meccanica in un unico passaggio e riducendo così i costi di manodopera. L'introduzione in seguito della mutazione rin (ripening inhibited), ha rivoluzionato anche l'industria del pomodoro fresco, perché ha ridotto significativamente i danni causati dopo la raccolta e ha aumentato la conservabilità del prodotto.

E' indubbio, però, lo scadimento della qualità dei nuovi ibridi, in termini di gusto, ed è unanime il commento relativo alla qualità dei pomodori San Marzano quando erano ancora disponibili sul mercato. In questo contesto, potrebbe il San Marzano aspirare a ritrovare la sua posizione sul mercato?

La Regione Campania, insieme con le associazioni dei coltivatori e le industrie locali di trasformazione, ha riconosciuto tale possibilità richiedendo all'Unione Europea il riconoscimento di prodotto tipico ed ottenendo, nel 1996, il marchio DOP (denominazione di origine protetta).

Nel 1999 è nato Il Consorzio per la tutela del pomodoro San Marzano dell'Agro Nocerino-Sarnese, un organismo di controllo che detta le norme che coltivatori e industriali devono osservare per fregiarsi del marchio DOP. Il Consorzio San Marzano nasce del giugno del 1999 su iniziativa di alcuni operatori economici che hanno riunito sotto un unico progetto sia i produttori agricoli, che le aziende di trasformazione. Le finalità del Consorzio sono la tutela e la valorizzazione del Pomodoro San Marzano DOP dell'Agro Sarnese-Nocerino.

L'area geografica della DOP è costituita da quarantuno comuni appartenenti alle Province di Salerno, Napoli ed Avellino. Il Consorzio nasce da profonde motivazioni di carattere economico e sociali tendenti al rilancio di una zona geografica che da sempre è sinonimo di una particolare tipologia di pomodoro (San Marzano), e che nel corso degli anni ha visto passare la produzione di questo prodotto da circa quattro milioni di quintali, ad una pressoché irrilevante. Il Consorzio San Marzano partendo da queste premesse, intende perseguire un'azione complessiva di sviluppo economico e di valorizzazione del territorio di riferimento, coinvolgendo tutti gli attori economici, istituzionali e sociali presenti nell'area di coltivazione e trasformazione di questo prodotto. In particolare il Consorzio, per garantire i consumatori, dedica particolare attenzione a tutte le procedure di controllo partendo dai semi, alle piantine, al sistema di coltivazione e di trasformazione per finire alle analisi di laboratorio e vigilerà affinché sul mercato siano immesse solo confezioni di Pomodoro San Marzano numerate e certificate dall'IS.ME.CERT., l'Istituto di certificazione designato dal Ministero delle Politiche Agricole.

 

 

 

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